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LE ORIGINI
L’ origine del nome Magnago viene fatto risalire , anche se in
maniera non concorde, al latino Magnus Ager (grande campo) .
La zona della pieve di Dairago, ove Magnago era collocata, è stata abitata innanzitutto dai Liguri, verso il V secolo A.C.,
dai Celti e successivamente dai Romani .
Prova di ciò ne sono i ritrovamenti archeologici effettuati a Bienate
(tombe a incinerazione, con cocci, monete e ferri di epoca imperiale).
Dopo il 568 d.c , epoca dell'occupazione longobarda , la campagna
milanese venne suddivisa in vaste aree (contadi o comitati)
capeggiati da un conte.
A seguito di ciò il territorio di Bienate e Magnago, rientrava nel
comitato della Burgaria.
All'inizio del periodo medievale, i vescovi iniziarono a fondare delle
chiese pubbliche sul territorio degli antichi pagus e vici romani.
Tali chiese erano chiamate pievi.
Nel 1164 anche Bienate e Magnago , come le altre comunità rurali
della pieve, vengono date in beneficio e feudo daIl’Imperatore
Federico Barbarossa al suo cancelliere e Arcivescovo di Colonia
Rainaldo Dassel.
All'epoca della pace di Costanza (1183) la pieve è sottoposta
all'autorità di un capitano sotto la giurisdizione del comune di
Milano.
L'elezione del Rettore della chiesa di S.Michele di Magnago,
Giovanni della Croce, fatta il 9 Maggio 1491 dagli appartenenti alle
comunità rurali di Bienate, S.Antonino, Tinella, Tornavento,
Vanzaghello oltre che Magnago, ci rivela che all'epoca Bienate e
Magnago pur facendo parte della medesima parrocchia erano
autonomi comuni rurali.
Il 14 Marzo 1529 Bienate e Magnago diventano due autonome
parrocchie in quanto il numero della popolazione era, ormai,
quasi uguale.
In tarda epoca medioevale, la pieve di Dairago segue le vicende
storiche che portano al dominio Sforzesco e nel 1535 il ducato di
Milano diventa possesso del re di Spagna.
Il territorio della Pieve viene costituito in feudo camerale.
Nel 1537 un censimento del Ducato di Milano ci delinea la situazione
demografica di Magnago e Bienate : a Bienate vengono censite
23 famiglie equivalenti a circa 180 abitanti e a Magnago 40 famiglie
equivalenti a circa 320 persone .
In quell’epoca , è possibile immaginare Magnago e Bienate come
un area disboscata e dissodata. Attorno alle poche case
abbondano gli orti, con un terreno cioè molto curato e ben
concimato; più esternamente, per poche centinaia di metri c'è
il seminativo, con le sue culture cerealicole (soprattutto il granoturco)
intercalate alla viti¬cultura, di antichissima tradizione (e che si
protrarrà fino alla metà del XIX secolo), e in parte agli alberi da
frutta, che saranno rimpiazzati dal XV secolo in poi e sopratutto
dal XVIII-XIX, dalla coltivazione del gelso o moroni, per l'industria
della seta nel milanese . Esternamente poi abbondava il terreno
incolto, i boschi e la brughiera.
Il tipico rapporto fra il proprietario terriero e il contadino locatario
era il contratto misto: oltre a un canone annuo fisso in cereali, al
proprietario andava una parte della frutta e verdura coltivata nonché
polli, uova ecc.
Una economia di sussistenza, condizionata dalle
magre risorse disponibili coi prodotti del suolo e il misero tenore di
vita, aggravato da cicliche carestie e diffusione di malattie infettive
(la peste, soprattutto fino al XVII secolo) hanno caratterizzato
costantemente il secolare comportamento demografico naturale.
Alta natalità e alta mortalità, fino all'inizio del secolo scorso; solo
allora inizierà a diminuire il tasso di mortalità per il progressivo
sviluppo economico sociale e industriale e per l'attenuarsi delle
malattie infettive associate alle migliori condizioni igienico sanitarie.
In sostanza, le risorse economiche e alimentari non sono più condizionate solo dall' attività agricola, e con una costante alta
natalità può così avere inizio l'espansione demografica nei nostri paesi.Il periodo austriaco (1713-1796) è caratterizzato da una
graduale serie di riforme per uniformare da un punto di vista amministrativo e fiscale il governo del territorio.
Maria Teresa D'Austria stabilì per ogni comunità rurale un convocato di tutti i possessori estimati, i quali eleggevano un esecutivo
capeggiato da un sindaco. Le riforme napoleoniche, aboliscono poi la pieve come circoscrizione civile e il territorio della nuova
repubblica Cisalpina fu diviso in dipartimenti e distretti: quella che fu l'antica circoscrizione della pieve di Dairago diventò il XV distretto
di Cuggiono. Nel 1859 la legge Rattazzi tramutò il distretto in mandamento e il convocato venne sostituito col consiglio comunale, di
quindici membri, eleggibili per cinque anni se contribuenti comunali con almeno 5 lire e con un rin¬novamento annuale di un quinto
degli eletti con estrazione. Il sindaco diventa di nomina regia.
Il reale Decreto del 3 marzo 1969, n° 4962 aggrega il comune di Bienate a Magnago, che, insieme a Vanzaghello, formeranno un unico
comune di Magnago fino al 28 maggio 1968 allorquando Vanzaghello ridiventa Comune “autonomo”.
Testo tratto ed elaborato da: Blannate-Bianate, Bienate piccola storia del paese e della Cooperativa.
- Edito nel 1994 dalla Cooperativa Edificatrice di Consumo di Bienate. |
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